domenica 30 gennaio 2011

"La Nazione" articolo del 30 Gennaio 2011

Saturnia torna discarica, ora è battaglia

Il centrodestra pronto alle barricate. Maggioranza: «Sito pubblico, bonifica sicura»

Fonte: valdimagranews.it

SATURNIA sarà riaperta e tornerà ad essere una discarica, un sito di proprietà pubblica da risanare con materiale inerte, sotto stretta osservazione dei cittadini, prima di essere restituita alla comunità di Pitelli. Ecco la sintesi della decisione presa l’altra sera dal consiglio comunale a conclusione di una seduta che ha letteralmente spaccato in due le forze politiche, non senza il sottofondo, tra il pubblico, del brusio ambientalista. Il dibattito incentrato sulla chiusura del ciclo rifiuti, con tema dominante la riapertura di Saturnia, si è aperto su una mozione presentata dall’opposizione di centrodestra, poi respinta dal consiglio. E’ passato invece l’ordine del giorno del centrosinistra, votato da Pd, Federsinistra, Socialisti e Api. E’ uscito dall’aula per protesta Giulio Guerri (Gruppo misto). Erano assenti gli esponenti della lista Schiffini. Contrario il centrodestra.
Il Pdl ha attaccato ad alzo zero con Sauro Manucci, Giacomo Gatti e gli altri consiglieri contro la riapertura di Saturnia «in barba alla scelta unanime del consiglio comunale nel dicembre del 2001 che aveva detto no per sempre ai rifiuti a Saturnia». Ha parlato di decisione imposta da Hera. Ha minacciato le barricate nelle strade e nelle aule giudiziarie. «Si chiude il ciclo dei rifiuti senza inceneritore — ha ribattuto dalla maggioranza Jonathan Marsella (Pd) — come vorrebbe invece il centrodestra che non dice dove metterebbe l’impianto e le ceneri. La strada scelta nella filosofia del piano è la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti, l’azzeramento dello smaltimento del tal quale e il funzionamento degli impianti. Il materiale inerte in uscita da Saliceti è adatto per bonifiche e ambientalizzazione». Quest’ultimo riferimento è al fos, cioè la frazione organica stabilizzata, che gli ambientalisti presenti alla seduta (tra cui Corrado Cucciniello dell’Associazione Comitati) non vedono di buon occhio. Su Saturnia indice puntato del fronte ecologista anche sulla mancata caratterizzazione e le vane promesse di Giorgio Pagano prima e Massimo Federici poi. Il capo della giunta e l’assessore all’ambiente Laura Ruocco hanno sottolineato da parte loro che «l’ordine del giorno votato dal consiglio è garanzia di trasparenza» e hanno rimarcato «i mancati finanziamenti del ministero per il ripristino ambientale». Rc con i consiglieri Edmondo Bucchioni e Simona Cossu, ha «condiviso la richiesta all’amministrazione di assicurare che Saturnia sia di proprietà pubblica, predisponendo un progetto di risanamento in tempi certi per restituire alla comunità un territorio fruibile. Uno spiraglio rispetto alle continue penalizzazioni del territorio del Levante, che ha pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento ambientale e salute dei propri cittadini». Il sì di Rc ha scatenato Giacomo Gatti (Pdl) che ha tirato in ballo precedenti posizione contrarie sulla riapertura di Saturnia espresse dai vertici del partito della Federsinistra.
M.P.

mercoledì 26 gennaio 2011

"La Nazione" articolo del 26 Gennaio 2011

«Niente combustibile da rifiuti da Saliceti alla centrale Enel»

IL PD E ACAM

Fonte: valdimagranews.it

«NON RISULTA che l’ipotesi di bruciare il cdr (combustibile da rifiuti, ndr) all’Enel sia tra le condizioni vincolanti per il buon esito dell’accordo Acam- Hera». A contestare l’ipotesi rilanciata dal capogruppo del Pdl in Provincia Oreste Micaccchi è Jonathan Marsella, segretario comunale Pd. «Le amministrazioni del centrosinistra e Acam si sono mosse nel senso di un’intensificazione e ottimizzazione di una raccolta differenziata sempre più capillare ed è avviato un percorso per la predisposizione di discariche di servizio volte ad accogliere il materiale inerte stabilizzato prodotto dall’impianto di Saliceti. Nessuno di questi passi è compatibile con l’ipotesi paventata da Micacchi e dimostra che non esiste nessuna contraddizione rispetto alla programmazione messa in campo dal centrosinistra».

martedì 25 gennaio 2011

"La Nazione" articolo del 25 Gennaio 2011

’Combustibile di Saliceti all’Enel? Subito verifica politica’

Fonte: valdimagranews.it

PDL ATTACCA

BRUCIARE nella centrale Enel il cdr, il combustibile da rifiuti, prodotto dall’impianto di Saliceti? L’ipotesi prevista dal memorandum Hera-Acam sta alimentando polemiche e tensioni. Sulla vicenda interviene il gruppo del Pdl in Provincia per bocca del capogruppo Oreste Micacchi il quale annuncia un’interrogazione urgente per chiedere se quanto emerso nel memorandum corrisponde al vero.«Se l’ipotesi che circola in questi giorni di bruciare il cdr all’Enel – dice Micacchi – possibilità da sempre negata dal presidente della provincia Fiasella in tutti questi anni e dal Piano provinciale dei rifiuti corrispondesse a verità non potremo esimerci dal chiedere una verifica della tenuta della maggioranza di centro sinistra». «E’ evidente — aggiunge il Capogruppo del Pdl — che l’ipotesi di bruciare i rifiuti all’interno dell’impianto Enel è una previsione che non può essere contemplata senza pagare pegno da chi fino ad oggi ha negato ogni possibilità in tal senso».

venerdì 21 gennaio 2011

"Il Secolo XIX" articolo del 21 Gennaio 2011

«Nuove discariche: no all’apertura»

Assemblea popolare alla Capellini

Fonte: valdimagranews.it

PIERANGELO CAITI

SI TERRÀ domani alle 15,30 al l’Accademia lunigianese di scienze “Giovanni Capellini” di via XX Settembre l’assemblea pubblica dedicata al tema della gestione rifiuti, organizzata dall’associazione “Comitati spezzini” e dalla sezione della Spezia di “Italia nostra”. I comitati invitano la cittadinanza a partecipare per discutere della qualità del servizio di raccolta rifiuti viste le polemiche in corse negli ultimi giorni in merito alla possibilità di riaprire la discarica di Saturnia. «Vogliamo affrontare nuovamente con la cittadinanza il tema rifiuti, trattamento e discariche che è al centro di continue mistificazioni –sottolinea Corrado Cuciniello rappresentante dei Comitati spezzini e presentare le nostre proposte per il riciclo totale e la riconversione dell’impianto di Saliceti che così come è ora produce un cdr combustibile da rifiuti non di qualità perchè contiene plastiche eterogenee, che solo impianti come solo quello di Vedelago in Veneto sono in grado di riciclare». «Vogliamo inoltre contrastare ipotesi di trattamento rifiuti del Tigullio e della provincia di Massa Carrara nelle biocelle di Saliceti quando l’impianto dovesse lavorare meno per una raccolta differenziata spezzina arrivata al 65 per cento, come ipotizzato da Acam –prosegue Cuciniello inoltre vogliamo far capire ai cittadini che parlare ancora di discariche alla Spezia è una assurdità quando le più recenti analisi di rischio dell’Arpal del dicembre 2009 hanno evidenziato ancora per il sito di interesse nazionale di Pitelli la presenza di vasti terreni contaminati sia da sostanze tossiche e cancerogene o solo cancerogene, nel versante della collina di Pitelli che guarda verso il Golfo e il mare». In pratica secondo gli accertamenti dell’Arpal la grave contaminazione interessa tutta la fascia costiera dal pontile dell’Enel alla batteria Santa Teresa (in quest’ultimo caso per il retaggio della fonderia di piombo di Pertusola) mentre per il tratto di costa alle spalle dei cantieri la contaminazione deriva dalle colature delle discariche di tutta la collina: Valbosca, Monte Montada, Pbc, Saturnia, Ipodec, Ruffino Pitelli senza che esistano inoltre dati certi su Vallegrande e sull’area militare della “Gran guardia” dove in profonde gallerie potrebbero residuare esplosivi.

mercoledì 19 gennaio 2011

"Il Secolo XIX" articolo del 19 Gennaio 2011

VALLESCURA - «Bloccheremo la strada ai Tir dei rifiuti»

I CITTADINI CONTRO LA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI VALLESCURA

Fermento anche nel Levante contro Saturnia e in Val di Vara. A Brugnato venerdì marcia di protesta

Fonte: valdimagranews.it

SONDRA COGGIO
MATTEO MARCELLO

UNA PETIZIONE col la richiesta di incontrare il presidente della Provincia e una promessa: quella di bloccare le strade per impedire il transito dei tir carichi di spazzatura qualora venga decisa la riapertura della discarica di Vallescura. In Valdurasca non hanno perso tempo, la notizia della possibile riapertura da parte della Provincia della discarica di Riccò del Golfo (l’unico accesso è però situato in territorio follese) ha fatto tremare gli abitanti di una vallata ancora tremendamente segnata da quell’esperienza. E così i residenti, coordinati dal comitato di frazione diretto da Ilvo Ferrari, sono intenzionati a far morire sul nascere ogni ipotesi di riapertura. Dopo la dura presa di posizione del sindaco di Follo Giorgio Cozzani, ecco la protesta dei cittadini, che in questi giorni stanno riempiendo di firme una petizione per chiedere alla Provincia di fare marcia indietro. «Siamo pronti a mobilitarci e far scoppiare una dura protesta nel caso in cui la discarica fosse riaperta – ammonisce il coordinatore del comitato di frazione, Ferrari – lo abbiamo già fatto venti anni fa e siamo pronti ad opporci nuovamente a questa decisione. La gente della Valdurasca ha già dato, e non ha intenzione di sopportare nuovamente un disagio simile». All’orizzonte, anche la richiesta di un incontro con il presidente della Provincia,Marino Fiasella. «Non è possibile che la Provincia possa decidere della sorte dei propri cittadini senza averli neppure consultati – commenta Ilvo Ferrari– per questo vorremmo incontrare personalmente Fiasella per ribadire la nostra ferma posizione contro la riapertura del sito di Vallescura. Venti anni fa la nostra popolazione ha subito gravi danni alla salute, l’ambiente è stato gravemente danneggiato, la viabilità devastata dal passaggio dei camion. Ed anche questa volta, se fosse necessario, ci opporremo in tutti i modi ed in tutte le sedi affinché ne anche un chilogrammo di spazzatura venga buttato in quella discarica».Vallescura da queste parti fa ancora paura. A distanza di anni dalla chiusura della discarica, le patologie oncologiche sono in aumento, con incidenze decisamente superiori alla media provinciale. E i cittadini sono fortemente convinti che ci sia una precisa corrispondenza tra le sostanze seppellite in quella discarica ed i tumori registrati tra i residenti. Ma sul fronte delle discariche c’è agitazione anche a Pitelli e Pagliari, per la prevista riapertura di Saturnia, e a Rocchetta Vara: altra località interessata dal conferimento degli inerti in uscita da Saliceti. A protestare è soprattutto Brugnato, che sarà attraversata dai camion: il consigliere brugnatese Paolo Gregori ha fondato Un gruppo di protesta su FB, e annuncia per il 21 alle 20,30 al centro congressi una riunione sulle ragioni del no, seguita da una marcia di protesta. Ci saranno il vice sindaco Claudio Galanteed esperti di Legambiente Liguria. Le rassicurazioni sul fatto che non si tratta più di rifiuti, come un tempo,ma di materiale trattato e “innocuo”, non sembra aver rassicurato la gente. Sul tema della gestione dei rifiuti l’associazione dei Comitati spezzini, capitanata da Corrado Cuciniello, ha indetto un’assemblea pubblica che si terrà sabato 22 gennaio all’Accademia Capellini di via XX Settembre. «Su Saturnia – afferma il presidente Cucciniello – perché non si parla mai del proprietario del sito e sul ruolo che questo avrà rispetto alle opzioni prospettate?Non è un po’ tardi chiedere ora quali siano le responsabilità del disastro di Pitelli e preoccuparsi degli effetti di questo disastro quando mai nessuno, fatta eccezione per pochi, se n’è mai interessato prima?».

lunedì 17 gennaio 2011

"Il Secolo XIX" articolo del 17 Gennaio 2011

«Acam Hera, manca la trasparenza»

SICUREZZA

Morgillo: «Gli spezzini devono sapere che cosa si sta trattando e a quali condizioni»

Fonte: valdimagranews.it

AMERIGO LUALDI
SONO trascorsi quasi due mesi dalla firma del memorandum traAcam ed Hera ma, a sentire il vicepresidente Del consiglio regionale,Luigi Morgillo (Pdl), sull’operazione è calata una cortina di silenzio.«Comune e politica locale sono poco trasparenti. Gli spezzini devono sapere cosa si sta trattando, a che prezzo e a quali condizioni », attacca Morgillo. Come mai una posizione tanto critica? «Sono stupito da quello che sta accadendo in questo ultimo periodo: approssimazione, pressapochismo, ipocrisia e bugie». La riservatezza è d’obbligo: Hera è quotata in Borsa. «La ragione non è questa. Oltre tutto mi pare si stia difendendo il segreto di Pulcinella se, a quanto pare, tutti sono al corrente dei contenuti del Memorandum». Rifondazione comunista dice di non saperne niente. «È questo l’aspetto comico della vicenda. Un’azienda pubblica ha accumulato 300 milioni di debiti e uno dei motivi che rendono insostenibile la gestione è l’alto costo dello smaltimento dei rifiuti. Rifondazione comunista che governa in Comune e, fino a poco tempo fa, anche in Provincia, non è al corrente del fatto che Hera ha subordinato il matrimonio con Acam alla chiusura del ciclo dei rifiuti, evitando così di correre il rischio di doversi trovare a gestire l’emergenza rifiuti o di sostenere oneri altissimi che invece sono stati sopportati fino ad oggi. Hera vuole chiaramente la discarica di servizio prevista dal Piano e vuole che il cdr prodotto a Saliceti diventi un credito. In sintesi, Hera vuole che il cdr Venga bruciato.Di fronte a ciò possiamo tollerare che una forza politica con responsabilità di governo in questa provincia e in questa regione faccia finta di non sapere queste cose?». Perché parla di poca trasparenza? «Ad esempio per il fatto che si chieda ai soci, tra le cose da approvare, l’impegno a trattare in via esclusiva con Hera l’ operazione di aggregazione senza avere prima stabilito la legittimità di questa procedura ma, soprattutto, la congruità del prezzo di emissione delle azioni Acam che dovranno essere sottoscritte da Hera». Ritienesi stiano facendo regali ad Hera ? «Ritengo che, essendo azionisti pubblici, quelli che cedono le quote siano soggetti a quanto previsto dall’attuale ordinamento e quindi deve essere accertata la congruità del prezzo di vendita per evitare che la Corte dei Conti intervenga». Ha dei dubbi sulle cifre che dovrà sborsare la multiutility emiliana? «Qualche dubbio c’è l’ho. Il memorandum prevede che, entro metà dell’anno, si compia il primo aumento di capitale di Acam per consentire l’acquistodel49% del capitale sociale da parte di Hera per soli 10 milioni di euro. Ciò vuol dire che Acam viene valutata poco più di 20milioni. Solo un anno fa un identico aumento di capitaleècostatoaFilse4milioniper il modesto 3%». E Filse in tutta questa vicenda che parte ha? «Filse è stata tirata per i capelli in un’ operazione anomala che l’ha portata a rimetterci già 14 milioni e ora, per non vedersi escutere la fideiussione prestataaCarispedi10milioni,si dovrà caricare un ulteriore rischio attraverso la cartolarizzazione dei beni immobili di Acam per circa 20». Contrario o favorevole a Saturnia? «Non si può chiudere il ciclo dei rifiuti con le discariche. Anche qui si dicano le cose come stanno: Saturnia non serve tanto per stoccare il sottovaglio di Saliceti ma è un business per smaltire i fanghi derivanti dalla bonifica del porto e di quella prevista davanti alla Snam di Panigaglia».

"Primocanale.it" CISL: "ACAM-HERA? A pagare non sia La Spezia"

Fonte: Primocanale.it del 17/01/2011 per vedere il servizio clicca sull'immagine