sabato 5 febbraio 2011

"Cittadellaspezia" articolo del 05 Febbraio 2011

Acam: di Vizia minaccia un ricorso e Natale risponde

Natale: "Le conclusioni si basano su un chiaro errore".

Fonte: cittadellaspezia.com

La Spezia. L'assessore alle società partecipate Davide Natale risponde al consigliere Di Vizia che ha annunciato di presentare alle Corte dei Conti ed alla magistratura un ricorso in merito a delle presunte irregolarità del capitale sociale della società ACAM.
In merito Natale ha dichiarato: "Queste conclusioni si basano su un chiaro errore. Di Vizia, infatti, prende a riferimento il bilancio consolidato del gruppo ACAM, quando invece, ai sensi del codice civile, deve essere preso a riferimento il bilancio di esercizio della società direttamente partecipata dagli enti locali e cioè ACAM spa, unica società della quale i soci hanno sottoscritto direttamente il capitale sociale. Se ciò fosse stato correttamente fatto si avrebbe avuto cognizione della mancanza dei presupposti indicati dal dottor Bonelli, consulente del consigliere Di Vizia, e quindi della piena regolarità sia degli aumenti di capitale effettuati da parte del Comune della Spezia, senza ricorrere all’indebitamento, che della corretta iscrizione a bilancio comunale della partecipazione in Acam, iscritta al costo dato che le perdite presentate nei bilanci di esercizio citato nell’articolo, dal 2007 al 2009, non hanno intaccato il capitale sociale di ACAM spa. Non si capisce, quindi, su quali basi il consigliere Di Vizia congetturi le false comunicazioni sociali, se non su superficiali e non corrette, come sopra detto, considerazioni di carattere tecnico.”

"La Nazione" articolo del 05 Febbraio 2011

«C’è danno erariale» Esposto della Lega alla Corte dei conti

OFFENSIVA SU ACAM

Fonte: valdimagranews.it

di LAURA PROVITINA
«COME MAI le banche hanno concesso crediti ad Acam quando questa in cambio non forniva alcuna garanzia?». A porsi la domanda è l’onorevole Gian Carlo Di Vizia, deciso a sbrogliare la matassa delle responsabilità che pesano sul dissesto dell’azienda di via Picco.
L’esponente della Lega Nord nei prossimi giorni inoltrerà alla Procura della Corte dei Conti di Genova un esposto per presunto danno erariale imputabile ai gestori, perché convinto che «ancora una volta toccherà ai cittadini dover mettere mano al portafogli, per riparare ai danni altrui».
IL PARLAMENTARE spezzino denuncia presunte irregolarità nelle comunicazioni degli amministratori dell’azienda, nel periodo 2007-2009, nei confronti del sistema creditizio: 20 milioni di euro nel capitale circolante che sarebbero serviti per attingere a un maggior credito. Si tratterebbe a suo dire di aggiustamenti contabili, accertati dai commercialisti Mario Bonelli e Paolo Brescia, su incarico dello stesso Di Vizia.
«Dalla mia lettura in chiave pubblicistica — ha evidenziato Bonelli — emergono perdite di Acam che per il 2008 e 2009 superano la quota di un terzo del capitale sociale: non si sono verificati i dovuti adempimenti di legge quindi la corresponsabilità ricade sugli amministratori, gli organi di controllo e sui Comuni soci azionisti».
Una diminuzione del patrimonio che secondo l’onorevole Di Vizia avrebbe dovuto andare di pari passo con la diminuzione del valore delle partecipazioni dei Comuni nella società.
«La riduzione — ha proseguito Bonelli — è considerata dalla stessa giurisprudenza un danno erariale imputabile ai gestori, i quali rispondono con il loro patrimonio dell’attività dannosa posta in essere, con dolo o colpa grave».
L’esponente della Lega punta il dito anche contro i sindaci del Comuni soci, rei secondo lui di non aver vigilato sulla gestione economica e finanziaria della partecipata. «Mi appello proprio a loro — ha detto — a che presentino un’istanza al Tribunale della Spezia».
Altra questione scottante è quella definita da Bonelli come “un probabile danno erariale derivante dall’aumento del capitale sociale del Comune, nel 2009, di 1,3 milioni di euro, in presenza di perdite superiore a un terzo del capitale”.
«LA POSIZIONE del Comune sarebbe più grave –controbatte Di Vizia- se le risorse che hanno permesso l’incremento di capitale fossero state attinte dalle spese di investimento”. Non ci resta che attendere il pronunciamento della Procura genovese.

"Il Secolo XIX" articolo del 05 Febbraio 2011

Denuncia della Lega alla Corte dei Conti sulla gestione Acam

UN DOSSIER CON ACCUSE DI DANNO ERARIALE

Di Vizia: dovranno rispondere sindaci e amministratori

Fonte: valdimagranews.it

MARCO TORACCA

«SE la Corte di Conti dovesse accertare il danno erariale i sindaci dello Spezzino diventeranno responsabili con il patrimonio personale. L’unica scappatoia rimarrebbe l’azione di responsabilità verso i vecchi amministratori di Acam che non è ancora stata fatta ». Giancarlo Di Vizia, deputato Lega Nord nonché capogruppo del Carroccione l consiglio comunale della Spezia punta sulla vecchia municipalizzata e insieme a Mario Bonelli, commercialista ed esperto contabile, e a Paolo Brescia, altro esperto in materia, ha preparato un corposo dossier.«Porteremo tutto alla Procura della Corte dei Conti di Genova », ha annunciato Bonelli nell’incontro tenuto ieri mattina nella sala dei gruppi di minoranza di palazzo Civico. «Nostro obiettivo è quello di salvaguardare i cittadini utenti ha proseguito Di Vizia Non è giusto che siano i fruitori dei servizi di Acam a pagare per quello che è accaduto per questo motivo abbiamo messo sotto esame un periodo specifico di gestione che va dal 2007, ultimo anno di di stribuzione degli utili, fino al 2009, triennio che definisco dell’amministrazione disperata».E ha aggiunto. «Non capiamo come le banche abbiano potuto continuare a finanziare Acam ha sottolineato Di Vizia Vogliamo sapere che cosa sia accaduto. Potrebbero esservi state della false comunicazioni sociali. Questo ovviamente è un nostro dubbio che sottoponiamo ai magistrati contabili. Saranno loro ad accertare e verificare».Nel carteggio Acam ci sono, secondo gli esponenti leghisti, diverse zone d’ombra. «Le perdite – ha detto Bonelli hanno superato un terzo del capitale sociale per due anni consecutivi (2008e2009) e ciò richiedeva obbligatoriamente gli adempimenti legali che qualora non venisserofatti profilerebbero la corresponsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei Comuni soci azionisti. Per questo lancio l’appello ai sindaci affinché promuovano quanto prima l’azione di responsabilità». E i riflettori tornano sulle perdite. «Con quello scenario –ha spiegato Bonelli i Comuni soci avrebbero dovuto diminuire il valore delle partecipazioni in Acam. In caso contrario la giurisprudenza della Corte dei Conti considera a tutti gli effetti l’ipotesi di danno erariale imputabile ai gestori ». E le requisitoria della Lega rivive passo passo l’ultimo triennio dell’ex multiutility. «Il controllo delle amministrazioni pubbliche –ha spiegato Bonelli nei confronti delle società a partecipazione totalitaria deve essere un stringente su tutti gli atti di gestione. Quando non accade ci può essere una responsabilità per non aver vigilato». C’è poi il capitolo aumenti di capitale e quello dei contratti derivati stipulati dall’azienda. «Un altro punto di probabile danno erariale –ha concluso l’esperto contabile della Lega Nordè l’aumento di capitale sociale effettuato dal comune della Spezia per 1,5 milioni nel 2009. E’ stato fatto in presenza di perdite superiori a 1/3. La posizione del comune spezzino sarebbe ancora più grave se tali risorse fossero state attinte con indebitamento. Senza dimenticare i derivati la cui stipulazione non è stata portata a conoscenza del cda», ha concluso Bonelli.

martedì 1 febbraio 2011

"La Nazione" articolo del 01 Febbraio 2011

«Nessuno vuole la nostra differenziata»

Il multimateriale raccolto nelle campane non vale niente: i Consorzi non lo comprano

Fonte: valdimagranews.it

DEGRADO e disservizi legati alla raccolta dei rifiuti, che abbiamo più volte denunciato, non esauriscono i loro effetti nei problemi di decoro urbano, ma sono forse il sintomo di un sistema affatto virtuoso. I dati sulla raccolta differenziata, pubblicati nel precedente servizio (pubblicato il 26 gennaio) dimostrano che la Val di Magra è ben lontana dal 55% imposto dalla legge ai Comuni. E le conseguenze finiscono anche nelle tasche dei cittadini. Come. Per esempio con la mancata applicazione della Tia (Tariffa igiene ambiente) che, fino ad oggi, i Comuni della vallata hanno rinviato. Sarà forse perché la raccolta dei rifiuti è ancora ai tempi della preistoria? Le differenze tra Tarsu e Tia sono sostanziali. La Tarsu (che si paga in base ai mq) non deve obbligatoriamente coprire il costo totale del servizio come invece la Tia (calcolata in base a mq e composizione del nucleo familiare) che consente di usufruire di riduzioni chi fa una differenziata corretta. Stabilito dalla Corte Costituzionale nel luglio 2009 che nessuno dei due metodi di tariffazione può essere gravato dall’Iva, la Tia deve essere pagata anche dai Comuni per gli edifici pubblici di sua proprietà. Sarzana potrebbe avere un motivo in più per non passare alla Tia: i debiti non ancora saldati con Acam. Per passare alla tariffa deve pareggiare i conti, quindi alzare il «prezzo» ai cittadini.


DAl 2009 al 2010 mentre la produzione di rifiuti è andata aumentandola la raccolta differenziata che avrebbe dovuto salire al 55 per cento a Sarzana è scesa invece dal 28,8 al 27. Se si prendono in esame i dati del mese di novembre degli ultimi due anni si scopre che nel 2009 si raccoglievano 1.160 chili gli imballaggi di plastica, sono scesi a zero nel 2010. Stesso discorso per l’imballaggio in legno che da 2.750 è passato a quota zero. Solo quelli in cartone sono saliti da 33.890 a 46.315. Segno negativo anche per il multimateriale (vetro, plastica, alluminio ecc) che dai 77.000 del 2009 è passato ai 60.760 del 2010. E’ quasi quadruplicata invece la raccolta dei frigoriferi (ingombranti), rifiuto sul quale hanno decisamente influito gli incentivi statali. I dati sulla raccolta rifiuti ovviamente sono molti di più. Tuttavia in questa selva di numeri occorre ricordare che entro il 2012, per legge, la raccolta differenziata dovrà toccare il 65 per cento e Sarzana conl suo 27 per cento è decisamente lontano dal traguardo. Ma quali sono i punti nevralgici della differenziata locale? Intanto la raccolta del multimateriale (plastica, vetro, lattine, acciaio) in un unico contenitore. «Quando si porta il multimateriale alle piattaforme di smistamento i nastri magnetici catturano il metallo, mentre il vetro rotto si incunea nella plastica e rovina tutto — ha spiegato l’ufficio stampa di Acam che ci ha fornito i dati —, la plastica contaminata dal vetro non vale niente e i Consorzi di filiera non te la comprano». Diverso il discorso quando si parla di multimateriale leggero «Raccogliere plastica e vetro separatamente — confermano al Conai di Milano — permette di rifonderli con ottimi risultati di riciclo. I Comuni possono conferire alle piattaforme Conai la differenziata e il Consorzio riconosce al Comune un corrispettivo sulla base della qualità e quantità della differenziata». Ma a Sarzana si raccoglie da sola soltanto la carta, il resto finisce tutto nelle «campane», spesso piene, sporche o rotte, e diventa materiale irrecuperabile, come dimostrano i dati. In Val di magra è Acam che porta al Conai il differenziato di qualità e l’azienda spezzina a sua volta riconoscerebbe ai Comuni miglioramenti nei contratti di servizio. «Quello che non è riciclato — prosegue Acam — va a Vezzano, all’impianto di Saliceti, dove viene triturato e trasformato in ecoballe (ossia viene tolta la parte umida) che poi vengono trasferite agli altiforni per la trasformazione in Cdr (combustibile da rifiuti) per produrre energia. Inoltre in una zona come Sarzana molto importante sarebbe l’estensione del servizio di compostaggio. Basta un piccolo giardino per poter procedere a questo tipo di raccolta all’interno delle mura domestiche. Altra lacuna del sistema sarzanese è la mancanza di incentivi e controlli sulla raccolta. Spesso i cittadini si ritrovano a conferire la loro raccolta fatta a casa, con pazienza e scrupolo, dividendo il materiale: carta plastica ecc. E poi quando vanno al cassonetto si ritrovano a infilare il loro sacco dove altri hanno messo di tutto, tranne che quello consentito. Insomma una vanificazione della raccolta. Non c’è dunque da stupirsi se poi alla fine anche il cittadino più virtuoso rinuncia. Una spinta a fare la raccolta con scrupolo potrebbe invece arrivare dagli incentivi: sconti sulle bollette e servizi».
A.Maria Zebra