sabato 5 marzo 2011

"La Nazione" articolo del 05 Marzo 2011

Rocchetta Vara - Trecento diffide contro la discarica Parte l’offensiva legale del Comitato

BRUGNATO TANTI GIOVANI IN PRIMA FILA NELLA BATTAGLIA AMBIENTALE

Fonte: valdimagranews.it

UN ALTRO passo nella lotta alla realizzazione della discarica di Rocchetta Vara è stato compiuto. Giovedì sera nella sala consiliare del Comune di Bugnato, il Comitato contro la discarica ha presentato le 300 diffide legali, che sono state raccolte nel giro di brevissimo tempo. Si tratta di una serie di documenti nei quali vengono diffidati dalla realizzazione della discarica il presidente della Provincia, Marino Fiasella e il presidente di Acam, Paolo Garbini. C’è stato un grande impegno per raccogliere le diffide, profuso soprattutto dai giovani del Comitato, che stanno dimostrano una grande sensibilità verso l’ambiente. «Si perché noi — come hanno dichiarato — alla nostra Valle e al nostro futuro ci teniamo e la discarica rischierebbe di comprometterli e non poco». I 300 documenti, presto verranno recapitati al presidente della Provincia e a quello di Acam. Walter Filattiera: «Il tema della discarica è allarmante. Da anni si lavora per far emergere il potenziale turistico della Val di Vara e il fatto di realizzarvi una discarica è del tutto incompatibile. Il piano dei rifiuti è stato realizzato nel 2003, sono passati quasi dieci anni e le cose sono cambiate notevolmente». «Nelle ultime settimane — sottolinea invece Paolo Gregori — l’attenzione dell’opinione pubblica si è giustamente concentrata sui problemi di viabilità che stanno riguardando i comuni di Brugnato, Rocchetta e Zignago. Non dobbiamo però permettere che il problema discarica passi in secondo piano. L’amministrazione di Rocchetta ha finalmente ammesso di possedere un potere di veto sull’ipotesi di realizzare questa discarica. L’obbiettivo delle prossime settimane sarà quello di convincere il sindaco Barotti ad esercitare le sue prerogative e a non concedere l’uso di quest’area a scopo di discarica. Se continueremo a lavorare uniti vinceremo la nostra lotta contro la discarica». Durante l’incontro il sindaco Fabiani ha spiegato di aver avuto un colloquio con i responsabili della ditta che opera nella cava: «Si intuiscono intenzioni di continuare a lavorare a Rocchetta Vara, quanto meno siano al 2014. E si desume che ci sia materiale sufficiente per chiudere il buco creatosi nella cava». Secondo il vicesindaco Claudio Galante il comportamento dell’amministrazione di Rocchetta è contraddittorio e il sindaco Barotti non avrebbe chiaramente l’intenzione di rinnovare la concessione alla ditta.

mercoledì 2 marzo 2011

"La Nazione" articolo del 02 Marzo 2011

Vallescura, la discarica sarà riaperta

VERDETTO INCONTRO FRA FIASELLA, I TECNICI E I SINDACI DI FOLLO E RICCO’ DEL GOLFO

Ok dalla conferenza dei servizi: la delibera della Provincia a fine mese

Fonte: valdimagranews.it

ALLA FINE la Provincia ha deciso: la discarica di Vallescura sarà riaperta. La decisione è arrivata ieri mattina al termine della conferenza dei servizi deliberante alla quale hanno partecipato il presidente Marino Fiasella, i tecnici provinciali ed i Sindaci di Follo e di Riccò del Golfo. Nonostante le pressioni esercitate dalla popolazione della Valdurasca che più volte nelle assemblee pubbliche aveva ribadito la propria contrarietà alla riapertura della discarica, e malgrado le forti preoccupazioni sottolineate a più riprese dal sindaco di Follo Giorgio Cozzani, la Provincia ha proceduto ugualmente al completamento dell’iter burocratico che porterà in breve tempo alla firma della determina dirigenziale con la quale verrà sancita la riapertura del sito, con l’intento di conferirvi 15mila tonnellate di materiale inerte proveniente da Saliceti per “bonificare” una parte della discarica.
L’ATTO DEFINITIVO, ovvero la firma della delibera da parte della Provincia, non avverrà prima della fine del mese, ed è probabile dunque che Acam cominci a conferire Fos e terra all’interno della discarica a partire dal prossimo mese. La decisione ha però sollevato forti proteste, in primis del sindaco di Follo Giorgio Cozzani. «Sono amareggiato, ancora una volta la Provincia è andata avanti senza tenere conto della volontà della popolazione di un territorio già profondamente segnato dalla presenza di quella discarica, evitando di coinvolgere l’amministrazione comunale ed i cittadini se non a giochi fatti».
«RINNOVO l’appello al Prefetto — aggiunge Cozzani — affinché si faccia garante della situazione, i cittadini vogliono tranquillità e controlli a tutela del proprio territorio».
Proprio ieri sera in consiglio comunale è stato discusso e votato un ordine del giorno per contrastare la riapertura della discarica, ma la firma della determina da parte della Provincia sembra aver ridotto al lumicino le speranze del Comune e del comitato cittadino sorto di recente, ormai rassegnato a vedere nuovamente a distanza di oltre dieci anni, i camion carichi di terra e Fos entrare nella discarica.
PUNTUALE anche l’affondo dell’opposizione in consiglio provinciale, con il capogruppo Andrea Costa che non lesina critiche alla giunta capeggiata da Marino Fiasella: «Avevamo chiesto di portare la questione anche in commissione ambiente – spiega il capogruppo del Pdl – in modo tale da poter visionare il progetto, ma la Provincia ha pensato bene di evitare ogni confronto, proseguendo in una linea di governo autoritaria e che non prevede alcuna partecipazione della popolazione alle decisioni che riguardano da vicino il proprio territorio».

Matteo Marcello

sabato 26 febbraio 2011

"Il Secolo XIX" articolo del 26 Febbraio 2011

Val di Magra - «La stangata Tarsu figlia dell’intesa Acam - Hera»

PDL POLEMICO SULL’AUMENTO DELLA TASSA

Fonte: valdimagranews.it

Accuse ai sindaci: «Non diano colpa al governo»

«LA STANGATA sulla Tarsu annunciata dai sindaci della Val di Magra deriva dall’accordo Acam–Hera e non dai tagli del Governo », Ne è convinto il Pdl che tramite i suoi esponenti,Giacomo Raul Giampedrone, capogruppo ad Ameglia; Giacomo Gatti Vice Coordinatore Provinciale; Andrea Camaiora capogruppo comune di Sarzana; Piergiorgio Leoni capogruppo comune di Arcola; Cinzia Caravita capogruppo ad Ortonovo; Brunella Angeli capogruppo di Santo Stefano Magra e Giorgio Salvetti di Comune di Castelnuovo Magra, ha diramato un duro comunicato sull’aumento della tassa per lo smaltimento della nettezza urbana. «Che i compagni, e soprattutto quelli della Val di Magra, abbiano la faccia tosta e siano abituati a prendere in giro i cittadini è purtroppo una cosa nota: che abbiano addirittura il coraggio di attribuire al Governo la responsabilità dell'aumento della tassa rifiuti, ben sapendo che questa scelta così penalizzante dipende esclusivamente dai loro errori ed a accordi capestro che portano in calce la loro firma, ha però dell'incredibile – scrivono - Di fronte a una sconcertante mistificazione della realtà, e' giusto che gli abitanti della vallata del magra sappiano che la "stangata" sulla spazzatura non deriva in alcun modo dai tagli di Tremonti, ma semmai dal costante aumento dei costi di smaltimento fuori provincia e dalle condizioni dell'intesa Acam-Hera, che obbligano tutti i Comuni della provincia a passare dalla tassa rifiuti alla tariffa (Tia) entro il 2012. Del resto, i "magnifici sette" che ieri si sono arrampicati sugli specchi per cercare di attribuire ad altri la grandinata di aumenti che si abbatterà nei prossimi mesi sulle tasche dei loro amministrati, sono gli stessi che poche settimane fa accusavano il Governo di non aver messo a disposizione della Liguria sufficienti risorse per i danni alluvionali: risorse che invece, come promesso, sono state regolarmente inserite su proposta dei parlamentari liguri del PDL nel decreto Milleproroghe in fase di approvazione in questi giorni. Quest'ennesima sconfessione di chi sperava nel mancato inserimento dei fondi per polemizzare contro il "cattivo" Berlusconi la dice lunga sulla credibilità di Caleo&Compagni.”

"La Nazione" articolo del 26 Febbraio 2011

Val di Magra - «Macché tagli! I rincari Tarsu dovuti all’accordo tra Hera e Acam»

ACCUSE IL PDL

Fonte: valdimagranews.it

LA STANGATA sulla Tarsu annunciata dai sindaci della Val di Magra certo non sarà un regalo gradito ai cittadini. Intanto ha scatenato la reazione del Popolo della Libertà che hanno collegato gli aumenti dei costi alla malagestione di Acam. Per i rappresentanti del Pdl provinciali infatti l’aumento della tassa sui rifiuti è un fardello da sopportare per sostenere l’accordo sottoscritto tra l’azienda spezzina ed Hera. Il coordinatore provinciale Giacomo Raul Giampedrone, il vice Giacomo Gatti e i capigruppo dei Comuni della Val di Magra, Andrea Camaiora, Piergiorgio Leoni, Cinzia Caravita, Brunella Angeli e Giorgio Salvetti, hanno sottoscritto un documento polemico all’indomani del grido di dolore lanciato dagli amministratori della vallata che si dicono costretti a rivedere le tariffe aumentandole. «Che i compagni, e soprattutto quelli della Val di Magra — scrivono i rappresentanti del Pdl — siano abituati a prendere in giro i cittadini è cosa nota: che abbiano addirittura il coraggio di attribuire al Governo la responsabilità dell’aumento della Tarsu, ben sapendo che la scelta dipende dai loro errori ha dell’incredibile. La stangata sulla spazzatura non deriva in alcun modo dai tagli di Tremonti ma dal costante aumento dei costi di smaltimento fuori Provincia e dalle condizioni dell’intesa Acam-Hera che obbligano tutti i Comuni della Provincia a passare dalla Tassa rifiuti alla Tariffa (Tia) entro il 2012. Passaggio che prevede la copertura integrale dei costi da parte dei cittadini e obbliga dunque le amministrazioni locali a far pagare direttamente agli utenti questi oneri». Per il Pdl l’aumento delle tariffe non è una giustificazione per salvaguardare i servizi sociali. «Il rischio di tagliare i servizi sociali dipende dallo stato disastrato dei bilanci dei Comuni, sfasciati da decenni di gestione scellerata e clientelare».

mercoledì 23 febbraio 2011

"La Nazione" articolo del 23 Febbraio 2011

Rifiuti, ma quanto ci costa produrli!

Per i cittadini a Ortonovo la Tarsu più alta, ad Ameglia la tariffa più bassa

Fonte: valdimagranews.it

IL SERVIZIO non migliora, il degrado aumenta, le spese crescono e le tasse pure. Come abbiamo mostrato nei precedenti servizi raccolta dei rifiuti e differenziata in val di Magra sono ancora alla preistoria, ben lontane anche dai livelli imposti dalla legge. A Sarzana è scesa dal 28,8 al 27 per cento, ben lontano dal 55 previsto per il 2010 e dal 65 del 2012. Un disastro in parte legato al multimateriale (vetro, metallo e plastica) raccolto in un unico contenitore vanificando gli sforzi dei cittadini. Ora Provincia e Acam ci provano a invertire la tendenza di un servizio non certo virtuoso. Un progetto pilota di «domiciliarizzata spinta», per un numero di utenti limitato, partirà prima dell’estate per avanzi di cucina, carta e cartone, plastica e metallo. Acam fornirà il cestello traforato antiodore e per un anno i sacchetti per l’umido andranno all’impianto di Boscalino per poi tornare in parte in città come concime o per ripristinare terrapieni. Contenitori condominiali per carta e cartone, sacchetti trasparenti per plastica e metallo.

I CITTADINI della Val di Magra pagano di spazzatura per una casa di cento metri quadri da un minimo di 144 euro all’anno ad un massimo di 220. A Ortonovo la tassa più alta in assoluto per i cittadini, 2,20 euro, poco di meno (2 euro) si pasa a Sarzana dove invece si registrano le tariffe più basse in assoluto per le attività economiche: 3,42 i laboratori artigianali e 4,47 i negozi, senza distinzione. Bar e paninoteche invece a Santo Stefano arrivano a pagare più dell’11, gli esercizi commerciali da 7,42 a 9,23. A Sarzana dunque un bar o ristorante di 100 metri quadrati pagano 447 euro contro i 200 di una coppia con una casa grande uguale.
La tariffa più bassa è applicata dal Comune di Ameglia dove un residente paga 1,44 euro a metro quadrato; esercizi pubblici e i negozi 6,98 euro; alberghi 5,57; darsene e rimessaggi 6,26, gli stabilimenti balneari 1,74. Il Comune ha previsto riduzioni del 30 per cento nelle case con un solo occupante. Ma l’amministrazione ha inserito nel regolamento comunale anche un incentivo per gli esercizi di vicinato: aprire un’attività nel centro storico di Ameglia significa non pagare la Tarsu per i primi tre anni (delibera 26-4-2007). A Santo Stefano Magra per le case dove si abita si paga 1,75 euro a metro quadro; esercizi commerciali e negozi di beni durevoli 7,42 euro; alimentari, edicole e fioriai 9,23; stabilimenti e attività retroportuali 3,94; ristoranti bar e paninoteche 11,08; alberghi 6,19. Ovviamente anche in questo Comune come negli altri previste agevolazioni per unico abitante e redditi bassi. A Castelnuovo Magra i cittadini pagano 1,90 a metro quadrato per la propria casa. Nel 2005 pagavano 1,56. Gli stabilimenti industriali, opifici, caserme... pagano 4,45 euro; gli esercizi commerciali 6,95. A Castelnuovo poi se il bidone dove riporre il sacchetto è a oltre 500 metri dall’abitazione scatta una «riduzione del 70 per cento sul totale dei metri quadrati imponibili». A Sarzana i residenti pagano per le abitazioni 2 euro al metro quadrato, i laboratori artigianali 3,42 euro e i commercianti 4,47, tra i quali sono classificate anche le attività stagionali. Anche per i sarzanesi ci sono possibilità di sconti ma solo per situazioni economiche particolari, specifiche disabilità o persone in carico ai servizi sociali. Le attività, come carrozzerie e officine, che producono sostanze nocive trattate sono in appositi elenchi perchè la risulta delle loro lavorazioni viene smaltita diversamento ed hanno quindi riduzioni sulla Tarsu. Ad Ortonovo, dove la percentuale di differenziata è la più bass, la tariffa per le civili abitazioni è di 2,22 euro a metro quadrato. L’aumento è scattato nel 2006 per abbassare il debito con Acam. Anche qui riduzioni previste per le abitazioni con un solo occupante e per le seconde case sfitte dove la produzione di rifiuti è minore. I laboratori artigiani pagano 8,15 euro a metro quadrato; 4,26 gli stabilimenti industriali (segherie di marmo ecc); 7,25 le attività stagionali. Il costo della raccolta differenziata si attesta sui 70 mila euro l’anno e 280 mila l’indifferenziata. La situazione cambierebbe con il sistema del «porta a porta» che riguarderebbe tre tipologie di rifiuto: umido, carta e cartone, plastica e metallo. Il vetro sarà smaltito a parte . In gergo gli uffici tecnici della Provincia la chiamano «raccolta domiciliarizzata spinta» e dovrebbe porre un freno alla caduta libera in atto del differenziato verificatasi negli ultimi anni.
Anna M. Zebra

"Il Secolo XIX" articolo del 23 Febbraio 2011

«Acam, abbiamo colpe ma ora salviamo il gruppo»

Federici: agiremo contro i manager. Garantisco su Hera

Fonte: valdimagranews.it

LA PRIMA, importante scadenza prevista dall’accordo quadro Hera Acam è per maggio. Tre mesi per convincere la multiutility bolognese sulla fattibilità di operazioni fondamentali, poste come pregiudiziali in vista dell’aggregazione: le società delle reti idriche e dei rifiuti; la vendita del patrimonio immobiliare di Acam; le autorizzazioni per gestire Le discariche di Saturnia e Rocchetta Vara; la cessione, da parte di Acam, della partecipazione detenuta in Centrogas; l’erogazione di nuova finanza da parte delle banche. Con il sindaco,Massimo Federici,Il Secolo XIX ha fatto il punto della situazione. Sindaco, cosa pensa dell’autocritica pubblica del suo predecessore Pagano? «Pagano voleva ricercare la strada dell’aggregazione e, se ci fosse riuscito, forse la storia sarebbe stata diversa. Ma non ha avuto la forza politica per andare fino in fondo. Alla luce di quanto successo, resta una responsabilità forte. Gli riconosco però l’onestà di avere evidenziato i limiti della sua azione politica». Si può sapere una buona volta chi sono i responsabili del dissesto Acam? Perché non si fanno nomi e cognomi? «Di tutto mi si può accusare, ma certo non di avere occultato le responsabilità. Le responsabilità politiche Sono dei sindaci e della forza politica a cui appartengono, della maggioranza che ha guidato questa città e, con essa, di una minoranza corresponsabile nella gestione dell’azienda. Ma soprattutto la responsabilità è del management che aveva Il dovere di non avventurarsi in operazioni finanziarie azzardate e sprovvedute e ingigantire l’azienda sotto il profilo del personale, spacchettando l’azienda e privandola di una regia unitaria». Che ruolo hanno giocato partiti e clientele politiche in questa vicenda? «La principale responsabilità della politica è non aver capito e giudicato autonomamente l’azione del management. Precisamente ciò che ho cercato di correggere. Abbiamo rafforzato il ruolo del Comune per avere un punto di vista autonomo dall’azienda correggendo indirizzi politici sbagliati e assumendoci responsabilità che ci competevano». Va avanti l’azione di responsabilità verso ex e qualche attuale amministratore o è tutto fermo? «Sì, sta andando avanti. I tempi previsti dal Codice civile sono rispettati. Non ci saranno dilazioni né reticenze. Ma si sappia, per chi invoca sommari “autodafé”, che l’azione di responsabilità, per essere efficace, non può essere a carattere generico ma circoscritta a fatti specifici». Si dice che Iren, recentemente, abbia manifestato interesse nei confronti di Acam. Le risulta? «No. Non mi risulta alcuna ipotesi in tal senso. Ho più volte interloquito con i vertici politici di Iren emai mi è parso di avvertire un interesse,anche perché la loro operazione di aggregazione è particolarmente impegnativa sul versante Genova, Torino, Emilia». I dipendenti temono drastici taglio ccupazionali. Quanti posti di lavoro riuscirete a garantire? «Il memorandum ricalca fedelmente l’accordo di San Valentino. Chi continua a fare dell’allarmismo lo fa con il solo scopo di sollevare polveroni politici. Sull’occupazione garantisco io». Non crede che i più penalizzati saranno i cittadini utenti, colpiti due volte: dall’inevitabile aumento delle tariffe e dall’indebitamento ulteriore dei Comuni chiamati a costituire le società delle reti idriche e sui rifiuti? «No, anche questa è una falsità. È in questo momento che i Comuni, in quanto proprietari di Acam,devono fare i conti con un indebitamento molto forte, di fatto destinato a dimezzarsi proprio con l’aggregazione. La realizzazione della società pubblica delle reti comporta un trasferimento di debito ai Comuni, sostenuto da un canone sufficiente per remunerare capitali e interessi. L’aumento tariffario e le tariffe saranno determinati dagli investimenti che si faranno. A decidere,comunque, saranno i sindaci nell’Ato. Non c’è correlazione tra la soluzione societaria individuata e l’eventuale aumento delle tariffe. I cittadini pagheranno ciò che realmente avranno. E anche su questo garantisco io». Secondo lei, perché Hera ha accettato di aggregarsi con Acam? «Hera ha la necessità di espandersi e ha fatto operazioni simili in altri territori. L’idea di allargare la sua sfera di influenza nell’area ligure è considerata un vantaggio competitivo e di rafforzamento. Hera, insomma, non ci sta facendo alcun favore:ci ha chiesto di risanarci e sta concorrendo a questo processo. E noi non stiamo facendo un favore a Hera. Per noi l’aggregazione è una prospettiva strategica. L’alleanza è frutto di una convergenza di visioni e,me lo lasci dire, del fatto di avere dimostrato serietà e un po’ di visione prospettica che male non fa a questa città troppo pigra ». Il primo step dell’accordo quadro prevede per maggio 2011 le prime, importanti scadenze. Ma le società delle reti e dei rifiuti non ci sono ancora,gli asset immobiliari non sono stati venduti e sulle discariche c’è bailamme. I tempi non sono troppo stretti? «Su tutte queste operazioni le procedure sono in corso. Anche sul fronte del ciclo integrato dei rifiuti ci sono passi avanti. Maggio è una data che confermiamo. Coloro che ostacolano, che remano contro magari facendo finta di difendere i lavoratori, chi strumentalizza senza una qualche proposta alternativa che non siano procedure che portano al fallimento, alla privatizzazione selvaggia e ai licenziamenti sono degli irresponsabili. Non c’è tempo da perdere, perché in gioco c’è la riforma dell’azienda e il salvataggio di mille lavoratori. Nulla mi sta più a cuore».

venerdì 11 febbraio 2011

"Il Secolo XIX" articolo del 11 Febbraio 2011

Caso Acam-Hera, braccio di ferro tra il Pd e la Lega

IL CARROCCIO NON MOLLA SUI BILANCI

I democratici difendono il matrimonio con la holding

Fonte: valdimagranews.it

di MARCO TORACCA

NON SI PLACA la bagarre sulla vicenda Acam, la municipalizzata in procinto di convolare a nozze con la holding bolognese Hera. A sparare sull’ex municipalizzata e Sui bilanci degli anni scorsi è la Lega Nord che sui documenti contabili ha preparato un dossier per la Procura della Corte dei Conti di Genova.Dal fronte opposto invece il Partito Democratico difende il cammino intrapreso verso il traguardo del matrimonio con il gruppo romagnolo accusando il centro destra «di aver tifato per il fallimento dell’operazione a tutto svantaggio dei dipendenti». Dal Carroccio Giancarlo Di Vizia, capogruppo leghista in consiglio comunale e deputato al Parlamento, replica a Davide Natale, assessore alle Partecipate, e gli consiglia di «darsi all’ittica»,dice Di Vizia.«Sì all’ittica spiega Di Vizia visto che mi ha invitato a prendere granchi. A parte questo i nostri commercialisti hanno riscontrato l’inesattezza delle critiche che ci ha rivolto l’amministrazione in merito al carteggio sui bilanci Acam». Marco Bonelli, l’esperto a che ha passato al vaglio insieme a Paolo Brescia i conti Acam, torna sui numeri della vecchia municipalizzata. «Sull’aumento di capitale sociale di 1,5milioni di euro l’assessore Natale non è a conoscenza che consolidata giurisprudenza della Corte dei Conti dice Monelli afferma che l’operazione di ricapitalizzazione di una società partecipata da un comune non può individuarsi tra le spese di investimento. Pertanto l’aumento effettuato per la copertura di perdite di una società partecipata non è visto come spesa di investimento bensì deve essere considerato di natura corrente e con tale entrata deve esser coperto. Questo fa sì che il comportamento del Comune della Spezia sia del tutto errato e contrario ai principi di Finanza pubblica tale da arrecare grave danno erariale». «Il bilancio consolidato –aggiunge Brescia deve riportare in un apposito prospetto il raccordo tra quello della capogruppo e il consolidato stesso. E’ questione di lana caprina far riferimento al Codice Civile per un comune che deve valutare se effettuare aumenti di capitale sociale in una società come la capogruppo che registra 39 milioni di euro di perdite dove il gruppo ne lascia 130 sul campo. Prima andrebbero coperte le perdite pregresse». Replica il Partito Democratico spezzino. «Oggi si tratta di individuare alcuni indirizzi di prospettiva a fronte del definitivo passaggio della firma del memorandum Hera Acam in vista dell’accordo quadro –afferma il Pd Questo percorso ha portato a una visione critica e autocritica che ha determinato un cambiamento di direzione. Sono stati tagliati i costi di funzionamento dei consigli di amministrazione. è stata razionalizzata la struttura limitando il ricorso alle consulenze esterne ».E aggiungono dalla sede provinciale via Lunigiana. «Abbiamo scelto di sostenere una linea di difesa dell’azienda–osservanoadifferenza del centrodestra. Per noi la sopravvivenza del servizio pubblico e la difesa del posto di lavoro dei 1.000 dipendenti era prioritaria. Le proposte della minoranza come quella di concordato fallimentare avrebbero avuto invece conseguenze drastiche ». Così poi sul memorandum. «E’ la conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto prosegue il più importante partito di maggioranzaIl memorandum contiene la scelta di fondo del piano dei rifiuti adottato negli anni scorsi che vuole ridurre le dimensioni del rifiuto grazie alla raccolta differenziata mentre il progetto di combustione del Cdr all’Enel non è contempla nella programmazione degli enti locali. La discussione infine che si è aperta sulle discariche di servizio di Rocchetta Vara e Saturnia con l’utilizzo degli inerti è finalizzata al risanamento e al rimodellamento ambientale». E conclude.«La soluzione individuata dello scorporo delle reti idriche in una nuova società detenuta dai Comuni, unitamente al ripristino degli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), rappresenta la traduzione concreta del principio di pubblicità dell’acqua. Tutti questi elementi possono essere opposti a chi contesta il matrimonio con Hera come elemento di privatizzazione ricordando inoltre che è società pubblica per il 60%».